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  • IL PREBUGGIUN

    "L'uomo non produce nulla. Neanche una piantina. È la natura che le dà vita. Coltiva il tuo orto, è la tua più grande ricchezza. Io sono pigro e continuerò a raccogliere amorevolmente erbe spontanee e mangerecce per le vie della campagna smarrita. Ero ateo ma presto mi convertii al paradiso in terra e alla sacerdotessa Natura. Gli aerei non dovrebbero lanciare bombe, ma semi. Salveremmo il mondo seminando semi dappertutto, così, senza criterio, se non quello di lasciar poi fare alla natura". (M. Thompson Nati, I need around you/Ho bisogno che tu ci sia, 2015, Around M. Fukuoka). M.Thompson Nati è un personaggio creato da Andrea Battantier, www.miplab.it È l'ora di parlarne. Per Prebuggiun o meglio "prebogión", o "preboggión" così pare sia scritto in genovese corretto, si intende un'antico piatto conosciuto più o meno in tutta la Liguria, composto da un misto di erbe spontanee selvatiche commestibili raccolte nei campi incolti e bollite in abbondante acqua. Una volta cotto può essere gustato così o usato per i ripieni dei pansöti o delle varie torte di erbe caratteristiche della Liguria. Una volta cotte le erbe, e da qui viene appunto la parola "prebuggiun", come è facile intuire da pre- bogîo, prima bollito. Nonostante diverse erbe che lo compongono possano essere mangiate crude, la pietanza va composta con un misto di erbe prima bollite e poi spremute e c'è un perché. La bollitura elimina parte delle proprietà, ma anche le possibili leggere tossicità presenti in alcune erbe o se per caso ci si confondesse tra una varietà più buona o meno buona, vedi la Borragine, alcuni tipi di Selene, la Romice... ecc. In alcune zone della Liguria il Prebuggiun è anche un minestrone di verdure o come nella Val Graveglia cavoli e patate schiacciate, ma sempre prima bolliti. Da una decina di anni mi interesso a questa pietanza e alle erbe che la compongono, per tradizione di famiglia e per non far sparire un'usanza antica. Fino a poco tempo fa non riuscivo a trovare una persona che mi accompagnasse nelle mie passeggiate alla ricerca e nella raccolta di questi preziosi erbaggi. Non solo ma quando iniziai a fotografare e cercare di catalogare con un minimo di nome scientifico non avevo documenti, libri, fotografie che ne parlassero adeguatamente, quindi mi sono dovuta necessariamente affidare all'esperienza di famiglia e quella di chi ne sapeva più di me. Negli ultimi anni invece si è tornato un certo interesse e una riscoperta. Per questo con l'Associazione Culturale Erbando, ho iniziato a promuovere incontri, presso Agriturismi, Aziende Agricole, Pro Loco o simili per fare conoscere il più possibile, sia dal vero che con il materiale da me raccolto, il numero di erbe e le loro proprietà. Essendo un "misto" è facile capire come cambi sia di paese in paese, sia di stagione in stagione. Le erbe raccolte a 800 mt non possono essere tutte le stesse raccolte in riviera, e quello che si raccoglie a febbraio difficilmente lo si potrà raccogliere ad aprile, ma il vero segreto del Prebuggiun Ligure, che lo differenzia da tutte le altre pietanze simili, è che oltre a saper riconoscere la pianta fisicamente, è necessario conoscerne attentamente il sapore per poter comporre con la giusta dose di ognuna, anche in tempi diversi e varietà diversa, l'armonia fra l'amaro, il piccante e il dolce, che è poi il gusto finale della pietanza. Un'antica regola dice che debbano essere almeno dodici o tredici per un buon amalgama, da scegliere a seconda della stagione, fra più di venti qualità: talegua, grugnin, pimpinella, raperonzolo, cicoria, tarassaco, pratolina, violetta, ecc. ecc., ma è solo una leggenda. Vero à che più erbe si mettono più sarà buono E appunto un altro scoglio da superare sono i nomi, diversi da zona a zona, risolvibile solo se si conosce il nome scientifico esatto, tenendo conto che alla stesso genere appartengono spesso diverse specie, per esempio: Le Piantaggini: Plantago Major, Plantago lanceolata, Plantago Ovata ecc. ecc. e magari con caratteristiche morfologiche, a chi profano, non sembrano neanche simili. Nelle foto qui sotto due Piantaggini In realtà Linda Sacchetti biologa nutrizionista, docente di Scienza dell'Alimentazione e Igiene e Sicurezza degli alimenti, si è presa la briga di catalogare e studiare a fondo ben 34 erbe che secondo lei sono usate dal Ponente al Levante Ligure per la composizione del Prebuggiun. Di queste nel Mio Prebuggiun, ovvero quello che da tradizione è nella mia famiglia, ma anche nella zona del Tigullio, dalla Fontanabuona a Cogorno, Lavagna, Sestri Levante fino a Genova, non ne uso più di una ventina, essendo le altre per me poco appetibili. Perché commestibile non sempre vuol dire appetibile. A questo proposito ho una certa riluttanza a presentare le erbe qui, preferisco gli incontri, così chiamati proprio perché mi piace "incontrarmi" per scoprire insieme quello che c'è da sapere, toccando, annusando oltre che vedendo, soprattutto in campo aperto dove è sicuramente più facile. "Per star bene senza affanno mangia Prebuggiun almeno tre volte in un anno" La pratica antica di raccogliere erbe spontanee, era una volta, estremamente necessaria a fine inverno per poter ricavare nutrienti e altro dalla verdura fresca che la natura ci offriva molto prima di quella che si poteva ricavare da qualsiasi coltura messa dall'uomo, nel momento di cambio di stagione dove il corpo subisce una serie di trasformazioni dei quali si fa carico in gran parte il fegato e quindi l'azione disintossicante, depurativa di alcune piante gioca un ruolo importante. Consiglio per chi è proprio digiuno da qualsiasi informazione di riconoscimento, di incominciare con le più facili, quelle che conosciamo già un po' tutti, e di applicarsi a impararne non più di due o tre all'anno per essere sicuri di non raccogliere qualcosa se non di dannoso, quantomeno di sgradevole nel gusto. Di non scoraggiarsi ai primi tentativi, andar per erbe è una passione, un po' come per i funghi, ci vuole tempo e la pazienza di imparare a distinguere, e anche la pratica, la perseveranza nell' osservazione, per notare le piccole differenze tra una e l’altra pianta. Importanti e utili i confronti dal vero con persone che le conoscono bene, così come sono utili libri e fotografie e assolutamente necessaria la passione. Le modalità di raccolta sono quelle atte alla conservazione più possibile dell'ambiente, facendo il minimo danno possibile. È necessario per quasi tutte le piante prelevare la rosetta basale intera, affondando il coltello al colletto della radice, salvo quelle dove viene usato solo il ciuffetto apicale di foglie e germogli. Errore grave raccogliere solo le foglie, ne andrebbe gran parte del gusto, vista la tenerezza delle foglie primaverili è proprio il punto dove sono iniziano le foglie, immediatamente all'inizio della radice che è il buono. È buona norma raccogliere solo il necessario e lasciare qualche pianta perché possa continuare a propagarsi senza fatica e anche perché a noi sia possibile ritrovarla. Togliendole tutte non danneggiamo solo la pianta ma anche noi stessi perché non ne troveremo e mangeremo più nel giro di pochissimo. È assolutamente necessario per la raccolta il cestino in vimini, o al massimo una borsa in stoffa. Banditi sacchetti in plastica che rovinerebbero irrimediabilmente le erbe nel portarle a casa. È consigliabile anche provvedere a una prima pulitura appena raccolte, così da trascinarsi dietro inutilmente terra, foglie ecc. e sporcare eccessivamente le erbe nel cestino. Di seguito i link dei post dove presento le erbe una ad una del Mio Prebuggiun, e per mio intendo quello di famiglia, prevalentemente della zona di San Salvatore, di Lavagna, della Fontanabuona, de Tigullio in generale. Aspraggine (qui>>>) Borragine (qui>>>) Bunommo (qui>>>) Cicoria (qui>>>) Grugnin(qui>>>) Lassana Senie (qui>>>) Ortica (qui>>>) Papavero (qui>>>) Piantaggine(qui>>>) Pimpinella (qui>>>) Pratolina (qui>>>) Primula (qui>>>) Radichella Costaneigra (qui>>) Raperonzolo(qui>) Silene (qui>>>) Siscerbua (qui>>>) Talegua (qui>>>) Tarassaco (qui>>>) ValerianaRossa (qui>>>) Violette(qui>>>) CLICCANDO SULLA FOTO SI APRE ALLA PAGINA DEL POST DEDICATO - Aspraggine o Spraggine - - Borragine - - Bunommo o Bellommo - - cicoria - - grugnin - - lassana o senie - - Ortica - - papavero - - piantaggine - - Pimpinella - - pratolina - - Radichella a Costaneigra - - Raperonzolo - - Silene - - Sciscerboa - - Tarassaco - -Valeriana - - violette - CLICCANDO SU OGNI FOTO SI APRE LA PAGINA AL POST DEDICATO Tutte le altre erbe usate in LIguria che non sono in questo elenco sono nella categoria a questo link: https://www.lellacanepa.com/blog/categories/il-mio-prebuggiun Altre erbe commestibili o usate nella farmacopea casalinga locale sono presenti a: https://www.lellacanepa.com/blog/categories/l-erbando-del-giorno Se a qualcuno interessano gli incontri potete contattarmi qui> o dare un'occhiata alla pagina dell'Associazione Culturale Erbando su FB.qui>> o al mio profilo personale FB qui>> Con l'iscrizione alla news letter al blog sarà possibile ricevere gli aggiornamenti oltre che dei post anche date e luogo degli incontri organizzati . Solitamente porto io le erbe dal vero per una breve parte teorica, completata da un'illustrazione di fotografie e spiegazioni dove possiamo scambiare informazioni e se c'è la possibilità successivamente di una passeggiata con la ricerca in campo aperto. Per un buon riconoscimento è necessario conoscere il fiore e, per questo, gli incontri continuano anche dopo l'epoca della raccolta della pianta che per uso alimurgico deve essere necessariamente raccolta prima della fioritura. Anche perché nel momento che se ne riconosce il fiore, si può nella stagione successiva ritrovare nello stesso posto la piantina da raccogliere e, di solito, più facilmente si imparano i fiori che non la pianta alla quale, senza il fiore, non penseremmo mai per un uso in cucina. A tutti i partecipanti agli incontri dell' Associazione viene consegnato il manuale cartaceo riassuntivo o a scelta può essere composto un erbario da portare a casa con le annotazioni che si preferiscono. Da maggio 2019 è possibile ordinare e ricevere a casa i sette piccoli manuali cartacei che raccolgono le principali informazioni per un riconoscimento empirico, potete ordinarli qui con un piccolo contributo all'associazione, comprensivo di spese di spedizione: https://www.lellacanepa.com/donazione-tutti-manuali Tutte le Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze interessanti. Se vuoi, puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un Manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>> Tutti gli usi alimurgici o farmaceutici indicati sono a mero scopo informativo, frutto di esperienza personale, declino ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

  • FRITTO MISTO ALLA GENOVESE

    Oggi è stata la grande giornata del fritto misto. A Bargone presso l'Hostaria Tranquillo, abbiamo passato il pomeriggio a parlare, confezionare ed assaggiare fritto. Chi temeva di non riuscire a gestire le ostie è invece riuscito benissimo. Tutti soddisfatti e con il loro fritto pronto da portare a casa. E non solo... grazie alla collaborazione di Ostificio Ligure >>>qui ogni partecipante ha avuto in omaggio una confezione di 100 Nêgie. - Alcune foto della giornata di oggi - Riepilogo in questo post la giornata per capire alla fine come è composto un piatto di fritto misto alla genovese e qualche nozione per una buona frittura. Chi segue i miei post sa che non sono altro che quadri di vita vissuta, non sono né una storica né una cuoca né un'erborista o una botanica. Mi limito a raccontare come si è sempre fatto in casa e come continuo a fare. Riguardo al piatto di fritto misto, credo di aver avvoltolato centinaia, se non migliaia di ostie per gli stecchini che facevo con mia madre, mentre per esempio i crocchini non erano così ambiti. In casa non si poteva usare pollo o coniglio per l'avversione di mio padre, quindi solo cotolettine di maiale o di vitella. La scorzonera non poteva mancare, come la fetta di carciofo fritto e se erano di stagione fette di zucchine e raramente qualche melanzana, piuttosto fette di porcini. Il quadrato di lattebrusco e il rombi di lattedolce solo nelle grandi occasioni, che per molti era Natale, per noi il fritto misto non mancava nemmeno a Pasqua nel menù. A noi interessava più di tutto fare scorpacciate di stecchi nelle nêgie. Sono proprio le ostie, le nêgie, quelle che caratterizzano il fritto genovese. Friggere friggevano già gli Egizi, pare una sorta di pasta dolce nel grasso, poi passando per i Romani, che non amavano il fritto croccante ma lo tornavano ad inzuppare, attraversando Medioevo e Rinascimento dove è diventato quasi comune, è arrivato a Napoli e a Roma diventando cibo salato di strada, vedi pizza fritta e supplì. Ogni regione ha il suo piatto di fritto misto, con differenze che solo noi rileviamo, tanto che all'estero viene servito un qualche assemblamento di carne e verdura senza traduzione, semplicemente chiamato "Fritto misto all'Italiana". Il più famoso e il più ricco è forse quello piemontese, che può avere fino a 30 pezzi diversi. Nato come piatto dell'inverno quando si macellavano gli animali nelle campagne e data la deperibilità delle frattaglie si provvedeva a suddividerle e a friggerle. A queste erano aggiunti funghi, carciofi, fette di mela e semolino dolce - Lorenzo Venuti batte a coltello il ripieno dei crocchini - Nel fritto ligure, come si vede nei post precedenti di questa categoria nel blog, bocconcini di carne prosciutto e formaggio sono infilzati in uno stecco e avvolti in un'ostia grande inumidita, e un impasto morbido di cervella, animelle, carne e verdura è confezionato di nuovo nell'ostia, per poi essere passati nella farina, nel bianco d'uovo o nell'uovo e nel pangrattato. Fino a pochi anni fa nelle case dove c'erano ancora le nonne, gli stecchi, erano preparati anche con un misto macinato, quello dei crocchini, simile al ripieno della cima, infilzato nello stecco e avvolto nell'ostia. Nelle antiche ricette, e personalmente ho aiutato a prepararli e mangiati, il crocchino di macinato sullo stecco, senza verdura, era diverso da quello senza stecco, era poi, invece che nell'ostia, fasciato in un quadrato di crema pasticcera, come quella del lattedolce, premuto intorno e impanato e fritto. Non so chi ancora faccia una preparazione simile e superata la prima diffidenza dell'accostamento fra carne e dolce, ho dovuto ammettere che era buono. Certo non sono più sapori del giorno d'oggi. Ripeto, per casa mia, in una porzione doveva esserci almeno una cotoletta di vitello, possibilmente una di maiale, tre stecchi, due crocchini, due fette di carciofo impanate, due o tre frittelle, frisceau, di cipollotto o erbe varie, due pezzi scorzonera bollita e impanata e se di stagione fette di zucchina in pastella, due rombi di lattedolce e uno di lattebrusco. Poche sono le differenze ma personalmente non mi piace vedere la fetta di mela o il semolino al posto del lattedolce, foglie di salvia o di borragine impastellate, anche la melanzana così così, poi ripeto quando una pietanza ha la parola "misto" significa che varia sempre molto anche da casa a casa, e non è che in altre occasioni non mi diverto a friggere foglie di salvia o petali di rosa, specie negli aperitivi estivi, ma non nel piatto di fritto misto. - Una giovanissima me, anni70, che prepara gli stecchi nella normale quantità abnorme che rappresentava le domeniche di fritto in casa mia - Come si frigge? Vorrei poter dire che friggo nell'olio di oliva, un olio leggero come può essere l'olio ligure. Non lo faccio, l'unica cosa che friggo nell'olio di oliva sono i carciofi. Il resto lo friggo in olio di semi di arachidi, che rimane il più adatto, (non lo dico io, è scientifico) avendo un punto di fumo abbastanza alto e soprattutto non dà sapore, anche perché solitamente non è estratto usando solventi come per l'olio di mais, di girasole e di altri semi, il prezzo più alto dell'olio di arachidi rispetto ad altri oli dovrebbe tutelarci, ma è sempre meglio che sulla confezione sia scritto "ottenuto per pressione" e soprattutto se friggendo si osservano alcune regole importanti. Si frigge in abbondante olio, ma veramente tanto, nuovo, mai di un'altra frittura, si aspetta che sia caldo con metodi empirici, ma che funzionano, tipo il pezzetto di pane o lo stecchino in legno, quando sfrigolano l'olio è pronto, se si ha un termometro fra i 160 e i 180 gradi, mai più basso. Il fuoco va regolato abbastanza alto da impedire che si abbassi troppo la temperatura immergendo i pezzi, che devono essere pochi alla volta e iniziando da quelli che sporcano meno l'olio, come le verdure in pastella e dopo quello che è impanato. Lasciato nell'olio il tempo che colorisca appena e immediatamente tirato su. Se si è sufficientemente bravi si possono mettere due padelle così da accelerare, visto che il fritto deve arrivare in tavola caldo, questo spesso implica il sacrificio di una persona che rimane a friggere mentre gli altri mangiano. Se si deve friggere per molte persone un fritto di tanti pezzi diversi, si può friggere in due uno immerge i pezzi e l'altro li tira su velocemente, se non si possiede una padella con la griglia. ll fritto deve essere scolato benissimo, posato su una carta assorbente, portato in tavola nel giro di pochi minuti e salato all'ultimo momento pena il suo afflosciamento. Il fritto deve arrivare in tavola dorato, caldo e asciutto. Un errore da evitare è quello della rifrittura, o di mettere a scaldare il fritto, oltre a non essere così buono è quando si sviluppano sostanze che potrebbero far male più che la frittura stessa, che ormai è acclarato non faccia così male, una volta ogni tanto, anzi, rappresenti una palestra per il fegato. Non ho ancora afferrato bene il concetto di friggitrice ad aria, ma penso che non lo affronterò nemmeno. Rimango convinta che un buon forno ventilato non sia così diverso, forse meno comodo, ma il consumo è lo stesso e il fritto è fritto se c'è l'olio. Punto. Piuttosto sottovalutiamo tante cose che non ci accorgiamo siano fritte. Come ebbe una sera a dirmi un caro amico cardiologo, mentre cuocevamo la farinata nel suo forno "anche la farinata è un fritto per la grande quantità d'olio e l'alta temperatura, ma restiamo convinti che sia al forno". E così patate, ecc. ecc. tutto dipende dalla temperatura e dalla presenza in quantità di olio. Per quanto riguarda dove friggere, visto schizzi e odore, e oltre l'impegno nel fare il cibo rimane poi da pulire davvero tanto, mi sono organizzata fuori, con un fornello, una protezione per il vento e non mi rimane che un minimo di sporco da pulire e nessuna puzza in casa. Quando piove non si mangia fritto in casa mia. STECCHI FRITTI MODERNI https://www.lellacanepa.com/single-post/2018/04/01/untitled CROCCHINI NELLE NÊIGE https://www.lellacanepa.com/single-post/2018/04/20/crocchini-nelle-neige LATTEDOLCE E LATTEBRUSCO. https://www.lellacanepa.com/single-post/2019/12/27/lattedolce-e-lattebrusco ZEPPOLE E FRISCEAU https://www.lellacanepa.com/single-post/2019/12/27/lattedolce-e-lattebrusco Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti. Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>

  • CROCCHINI NELLE NÊGIE

    Ogni tanto, anzi tantissimo, mi diverto a fare pure i Crocchini nelle Nege, le Ostie, che vanno a completare il Fritto Misto alla Genovese del quale avevo già fatto gli Stecchi Moderni (qui>>>) per la Pasqua. Quindi oggi mi sono cimentata avendo trovato l'occorrente: e cioè cervella e animelle di vitello con un bel pezzo di magro sempre di vitello. Cervella e animelle non sono proprio alimenti da mangiare tutti i giorni, ricca di colesterolo la prima e di purine la seconda... ma una volta ogni tantissimo... Vanno tagliate a pezzi e passate in padella con burro e un pezzetto di cipolla, la cervella prima ripulita di tutto il sangue, tenuta a bagno in acqua e limone. Poi le ho fatte rosolare per benino, e sfumate con vino bianco e tritato tutto. In una terrina a parte mescolo uno o due tuorli d'uovo, pane bagnato nel latte, sale, un pizzichino d'aglio e poco prezzemolo o maggiorana. aggiungo le carni tritate insieme. A questo impasto andrebbe unita una qualche verdura tipo pezzetti di carciofo o piselli o scorzonera o più semplicemente bietole, ma a casa mia non piacciono, e quindi lascio solo le carni. AGGIORNAMENTO 2023 Ieri, 26 marzo, nel corso di fritto misto ho inserito nel ripieno dei crocchini una piccola partedi sciguelli e talegue, erbe del prebuggiun , conosciute per il gusto dolce ed è stata un'accoppiata indovinata! Le erbe contribuiscono molto al sapore final alleggerendo il gusto impegnativo delle frattaglie. Sciguelli>>>qui Talegue>>>qui Come per gli stecchi prendo le ostie, Nêgie in genovese, una a una e la bagno velocemente nel latte, l' adagio su un canovaccio pulito, sopra poso un cucchiaio di impasto allungandolo chiudo velocemente attorcigliando alle parti come una caramella. Passo nell'albume d'uovo avanzato e nel pane grattugiato e sono pronti per friggere AGGIORNAMENTO: Gazzetta Ufficiale n.60 del 12/03/19 GLI STECCHI aggiunti nell’Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali Regione Liguria n.205 qui>>> Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze interessanti. Se vuoi, puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un Manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>> Tutti gli usi alimurgici o farmaceutici indicati sono a mero scopo informativo, frutto di esperienza personale, declino ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

  • FIOR DI ACETOSELLA

    Avverto intorno a me tutto questo germogliare, mi rallegro per gli arbusti di cerfoglio, sui cui sono posate nuvolette di minuscoli insetti neri, per i fiori bagnati di rosso dell'acetosella, per gli steli sottili che s'inclinano a Oriente Sophie Scholl - Oxalis articulata Savigny - Ho avvertito la necessità di scrivere qualcosa su queste piantine molto comuni, perché durante gli incontri di riconoscimento erbe, ho scoperto come tante persone confondano trifoglio con le così dette acetoselle. In breve e succinto: non tutte le piante che hanno le foglie divise in tre foglioline sono trifogli. È il periodo giusto anche perché il 17 marzo, festa di San Patrizio, patrono dell'Irlanda, è notoriamente raffigurato con un trifoglio in mano, con il quale era solito spiegare il mistero della Trinità agli Irlandesi e anche in questo caso sembra ci sia stato un qui pro quo. Se oggi è sicuramente acclarato sia il Trifoglio e nello specifico il Trifoglio repens uno dei simboli dell'Irlanda, anche se non quello ufficiale, ai tempi del Santo gli Irlandesi si nutrivano di acetosella dei boschi e chissà allora quale sarà stata davvero la pianta usata. -Oxalis - La prima differenza sta nella famiglia botanica: Le così dette acetoselle sono Oxalidaceae, i trifogli sono Fabaceae, la stessa di fave, piselli e fagioli. Quella visiva più immediata è nei fiori. Le Oxalis hanno una campanella a calice di cinque petali che può essere, a secondo delle varietà, giallo, rosa o bianco. - Oxalis violacea L. - Solo la varietà a fiore bianco con leggere sfumature color malva è la vera acetosella, Oxalis acetosella L., chiamata Pan degli Angeli, ed è presente nei luoghi ombrosi dei boschi di faggi, carpini, misti. È quella che c'è sempre stata nei terreni europei mentre le altre furono introdotte dopo, da paesi più caldi come Sud America e Africa ed amano di più il sole e il caldo. - La terribilmente infestante Oxalis pes-caprae L., incubo di tutti i giardinieri e ortolani, arrivata dal SudAfrica a Malta all'inizio dell'800 e propagatasi solo attraverso i suoi bulbilli - Il fiore dei Trifogli è invece un insieme di capolini che possono essere bianchi, rosa, rossi e gialli riuniti in un'infiorescenza rotonda o allungata - tipi di Trifoglio - Anche nelle foglie, osservandole bene c'è una notevole differenza e diventa più facile il riconoscimento osservandone la forma: tagliata a cuore nelle Oxalis, più rotonda nei Trifogli - trifoglio - - acetosella - "Fortuna all'occhio che lo vede guai al dito che lo coglie" È noto come si creda che i quadrifogli, una rara anomalia del Trifoglio repens, portino fortuna. Fino a poco tempo fa si riteneva possibile trovare un quadrifoglio ogni 10.000 trifogli, da uno studio condotto di recente la possibità è salita a 1 su 5000. Poiché l'uomo vuole credere a quello che vuole, vengono coltivate alcune varietà di Oxalis che hanno la foglia divisa in quattro foglioline, e poi vendute come portafortuna. Durante la settimana di fine anno in paesi come la Croazia è usanza regalare queste piantine come portafortuna per il nuovo anno, ma non sono veri quadrifogli. Attenzione però: "Fortuna all'occhio che lo vede guai al dito che lo coglie", il quadrifoglio ove trovato, non andrebbe mai colto se non per regalarlo. I Celti già usavano il 3 come simbolo di molte credenze insieme a tanti altri popoli antichi dove si ritrova sempre il Triskelis: i tre elementi Acqua-Terra-Cielo, Passato-Presente-Futuro, Corpo-Mente-Anima, solo più tardi la Trinità, ecc. ecc. La rara quarta fogliolina nel trifoglio rappresenta proprio la Fortuna. - piantina di Oxalis tetraphylla venduta comunemente come quadrifoglio portafortuna a Opatija - solo uno di questi è un vero quadrifoglio, il primo a sinistra. Dai tempi dei tempi le acetoselle sono ritenute piante commestibili. In zuppe e insalate, per il loro sapore acidulo, così come si usava succhiare il gambo per dissetarsi. Oggi sappiamo che l'importante contenuto di acido ossalico ne sconsiglia l'uso per chi soffre di affezioni renali, calcoli ecc. reumatismi, artrite e gotta. Se proprio si vuole usare conviene farla bollire e spremere, nell'acqua decadono gran parte degli ossalati. Come sempre è l'abuso e non l'uso, anche se occorre ricordare che nel caso "per abuso" in certe sostanze bastano quantità minime. Il contenuto di acido ossalico è talmente importante che una volta si produceva il sale di acetosa, usato per pulire e lucidare i metalli, togliere le macchie di ruggine, e disincrostare. La presenza di ossalati è una difesa verso gli animali che la brucherebbero per i quali è tossica in quantità, proprio come per gli umani. e questa? Ops!... non è Trifoglio, non è Oxalis, è una varietà di Erba medica! - Medicago araba - e non è finita... anche un tipo di Rumex viene comunemente chiamata Acetosella... >>>La Romice o Lapazio ... Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti. Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>

  • DI ERBANDO IN ERBANDO ...gli incontri

    Post dedicato a chi vuole partecipare agli incontri di Erbando. Anche se l'inverno in pratica non c'è stato, occorre pensare alla primavera sperando almeno questa arrivi puntuale, e deve trovarci pronti per cominciare a raccogliere. Il primo evento in programma Sabato 29 FEBBRAIO visto il successo dell'anno scorso continua la collaborazione con B&B Tre Ponti e B&B Fiume, a Castiglione Chiavarese, in località Fiume. Inizialmente ospiti di Marta al suo delizioso B&B Tre Ponti con Lella Canepa per una presentazione delle erbe dal vero una a una e la dettagliata descrizione con slideshow dei particolari che ne consentono il riconoscimento empirico. Successivamente una passeggiata nei prati adiacenti fino al B&B Fiume per l'identificazione sul campo e dove Franca ci aspetta per una conversazione con Italo Franceschini, che illustrerà le modalità per una raccolta opportuna, senza danneggiare la natura, le proprietà delle erbe e dei loro usi nella piccola farmacopea casalinga, parlerà inoltre dei Sentieri a Levante, l'associazione che svolge una importante e preziosa opera di tutela ambientale con la pulizia dei sentieri, luoghi dove le erbe del Prebuggiun crescono spontanee. Inoltre consigli per una pulizia e una cottura appropriata e gli usi più svariati in cucina, e verrà illustrata una facile preparazione, con metodo casalingo veloce, della Prescinsceua, che ben si accompagna alle preparazioni con il Prebuggiun. Ai partecipanti, con una piccola donazione all'Associazione Erbando, saranno consegnati i sei manuali cartacei con tutte le informazioni e le immagini delle erbe conosciute durante l'incontro e l'attestato di partecipazione. Al termine una piccola sorpresa. È possibile prendere parte prenotando allo 0185 408000 o al 3331205390 Dato l'alto numero di richieste non è possibile superare un certo numero di partecipanti, per chi è interessato è consigliato prenotare al più presto. Mercoledì 4 MARZO ERBANDO ALLA BRINCA Lella Canepa sarà con Associazione Erbando ospite d'onore a una serata evento al ristorante La Brinca di Ne, tutta dedicata al Prebuggiun. Insieme a noi Michele Guarino di Tenuta Lenzini e Saverio Petrilli di Tenuta Malgiacca e Valgiano, presentano i loro magnifici Vini naturali in accompagnamento alle gustose pietanze servite. Nel corso della cena brevi interventi per spiegare storia, tradizione e composizione di questo antico misto di erbe selvatiche prettamente ligure. La Brinca Via Campo di Ne 0185 337480 Sabato 14 MARZO evento al Circolo Arci Virgola, Via per Santa Vittoria, Sestri Levante, in collaborazione con l' Associazione Camelot un incontro per raccontare le erbe del Prebuggiun ancora oggi raccolte e usate nella zona di Sestri Levante. Lella Canepa illustrerà dal vero, ad una ad una, con una descrizione accurata ogni erba dal vero con particolare attenzione alle caratteristiche e peculiarità, soffermandosi sui particolari che ne permettono il riconoscimento empirico. Saranno descritti i metodi di raccolta e di cottura, inoltre sarà illustrato come realizzare con metodo semplice casalingo, la prescinseua. È possibile prenotare al 3486930662 Ad ogni partecipante verranno consegnati i sei manuali esplicativi e l'attestato di partecipazione. L'incontro è riservato ai soci del Circolo con un contributo di 18 €. La tessera socio Circolo Arci costa 12€ ed è possibile aderire nella stessa giornata. Altre date ancora da definire e molti progetti in corso saranno pubblicati a breve qui e sulla pagina Fb dell'Associazione. A presto. https://www.facebook.com/erbando/ Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti. Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>

  • PRIMAVERA VIEN ERBANDO ...

    A cura dell'Associazione Culturale ERBANDO nella meravigliosa cornice del B&B FIUME in località Castiglione Chiavarese sabato 2 marzo 2019, dalle 15 alle 18,30, ci incontreremo per imparare le erbe che compongono la preziosa pietanza ligure del Prebuggiun. Lella Canepa con un dettagliato slide-show descriverà minuziosamente caratteristiche e peculiarità di ciascuna erba. Le stesse potranno essere nel contempo essere osservate dal vero per una maggiore comprensione dei segni empirici trasmessi per tradizione che ne favoriscono l'identificazione tramite odore, aspetto, consistenza, particolari. Con una breve passeggiata nei dintorni si metterà alla prova quello chi si è visto e sentito per provare a riconoscere le erbe nel campo. Verranno inoltre fornite tutte le informazioni per una raccolta opportuna, senza danneggiare la natura, per una pulizia e una cottura appropriata e gli usi più svariati in cucina. Al termine, verrà illustrata una facile preparazione, con metodo casalingo veloce, della Prescinsceua, che ben si accompagna alle preparazioni con il Prebuggiun. È possibile prendere parte prenotando allo 0185 408000. Ai partecipanti, con una piccola donazione all'Associazione, sarà consegnato il cd-libro con tutte le informazioni e le immagini illustrate durante l'incontro, un manuale cartaceo esplicativo, l'attestato di partecipazione. Tutte le informazioni sul misto di erbe liguri in questo post: Il Prebuggiun (qui>>>) Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti. Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>

  • PRIMAVERA VIEN ERBANDO ... 2022

    PASSEGGIATE DI RICONOSCIMENTO ERBE SPONTANEE PRIMAVERA Dopo due anni davvero tribolati si prova a ripartire con gli eventi in presenza. Un primo calendario che sarà aggiornato mano a mano si aggiungano date e occasioni possibili. In questo periodo ricevo veramente molte telefonate e messaggi per gli incontri sulle erbe. Gli eventi pubblici sono sempre postati sul mio profilo fb, sulla pagina dell'Associazione e sul blog con un ragionevole anticipo, visto i tempi che incorrono e le mutanti regole. Purtroppo non tutti riescono a prenotare o essere presenti quando decido io il giorno o il posto, quindi mi preme comunicare che: DISPONGO DI UN CERTO NUMERO DI DATE INFRASETTIMANALI PER EVENTI PRIVATI PER GRUPPI DI ALMENO 10 PERSONE È NECESSARIO : UN TERRENO MESSO A DISPOSIZIONE DAL PROPRIETARIO UN POMERIGGIO O UNA MATTINATA circa DUE ORE, DUE ORE E MEZZA, massimo TRE UN MINIMO DI DIECI PERSONE DURANTE L'INCONTRO NON SI RACCOGLIE MA SI RICONOSCE A ogni partecipante verrà dato un taccuino dove fare le proprie annotazioni e compilare un erbario personale da portarsi a casa con le erbe che si incontrano o in alternativa i sette manuali cartacei È richiesto un contributo minimo a persona di 15 euro all'Associazione Erbando Trovate dieci amici o amiche e sarò felice di essere dei vostri e passare qualche ora insieme nella natura a parlare di erbe selvatiche commestibili. Mi potete contattare solo via Wsapp al 3486930662 per accordarci Di seguito gli eventi pubblici già in corso DOMENICA 6 MARZO DOMENICA SARVEGA A BARGONE In quel di Bargone in collaborazione con Hostaria Tranquillo una domenica selvatica. Al mattino nei campi, nei pressi del ristorante, una breve passeggiata per il riconoscimento delle erbe classiche del Prebuggiun con Lella Canepa. A ogni partecipante sarà dato un taccuino per formare un erbario personale da portare a casa con le proprie annotazioni o in alternativa i sette manuali cartacei. Nel momento che sto scrivendo non so se ci siano ancora posti disponibili. Dato l'alto numero delle persone che hanno già aderito saranno effettuati due gruppi per evitare assembramenti anche se la breve passeggiata è all'esterno. Un gruppo alle 10 e uno alle 11 Sarò presente al pranzo e si potrà chiacchierare a piacere di erbe con me chiedendo qualunque delucidazioni io sia in grado di dare, fino al pomeriggio. Tutti potranno vedere, toccare, capire, e portarsi a casa un campione delle erbe classiche del Prebuggiun Alle 12,30 -13 Pranzo al Tranquillo con menù a base di erbe a km0 Prebuggiun e patate all'uso ligure Crostone di polenta con soppressata e pancetta Pansotti fatti a mano con prebuggiun e ricotta conditi con burro e salvia Cima alla genovese ripiena di erbe con insalatina selvatica Crostata sbrisolata Acqua, calice di vino, caffè, passeggiata € 35 Prenotarsi al 3421601908 https://www.facebook.com/events/1139955906789969 GIOVEDÌ 10 MARZO INCONTRO A UNITRE Un incontro per parlare di erbe liguri nel pomeriggio di giovedì 10 marzo alle 15, alla sede Unitre di Levanto in Via Martiri della Libertà. L'incontro è solo su prenotazione, compatibilmente con le norme covid. SABATO 12 MARZO LA BANCALELLA DEL SABATO Torna la BancaLella delle erbe. Sabato 12 Marzo dalle 10,30 Erbando sarà nella bancarella di ParlaComeMangi a Rapallo- Via Giuseppe Mazzini 44 - con l'esposizione delle erbe del Prebuggiun. Anche in questa occasione sarà possibile costruirsi un erbario personale da portare a casa o avere i sette manuali cartacei con un contributo all'Associazione. E ovviamente chiacchierare con Lella Canepa di erbe e Prebuggiun https://www.facebook.com/events/5127257750627138 SABATO 19 MARZO ERBANDO VA AL MULINO Barbara e Marco ci faranno conoscere la loro realtà di Az. Agricola che conserva le tradizioni dei nonni, coltivando ortaggi di stagione e uve adatte alla vinificazione. Nelle loro fasce sopra al Mulino un passeggiata nel paradiso del Prebuggiun. La breve passeggiata per un sentiero su per le caratteristiche fasce liguri in salita necessita di un minimo di praticità e di calzature adatte. Come sempre sarà possibile costruire il proprio erbario personale con un contributo di 15 euro all'Associazione Erbando Occorre prenotarsi al 3486930662 tramite wsapp SOLO 15 POSTI DISPONIBILI https://www.facebook.com/events/1729906950551530 DOMENICA 27 MARZO RISVEGLIO DI PRIMAVERA Mentre la primavera dorme ancora nei boschi di castagno intorno all' "Agriturismo Il Risveglio Naturale" a Valletti domenica 27 parleremo di erbe commestibili selvatiche della Liguria, componenti del Prebuggiun e altre presenti. In una passeggiata nei dintorni dell'agriturismo, Lella Canepa, per ogni piantina trovata sul percorso una breve spiegazione delle caratteristiche per riconoscerla e per gli usi possibili. Ognuno dei partecipanti potrà a piacere annotare quello che vuole, (nome caratteristiche ecc.) sul taccuino messo a disposizione, insieme ad una fogliolina che costituirà poi un piccolo erbario da portarsi a casa. La chiacchierata continuerà al ritorno, fra il pranzo e il dopo pranzo, consigli per una pulizia e una cottura appropriata e gli usi più svariati in cucina, verrà illustrata anche una facile preparazione, con metodo casalingo veloce, della Prescinsceua Pranzo: Aperitivo all' Erba Pimpinella Torta di cipolle e erbe Frittelle alle erbette e fiori Tortelli di Prebbugiun con salsa di nocciole o burro e salvia Arrosto Profumato alle erbe di Liguria con insalata selvatica Dolce È possibile arrivare al sabato e pernottare in Agriturismo. La giornata intera di domenica, riconoscimento erbe pranzo in Agriturismo 35€ a testa. Posti limitati Informazioni al Tel. : 01871854393 Cell.: 3493386861 Mob. : 3922195962 SABATO 2 APRILE ERBANDO VA IN TRASFERTA IN PIEMONTE A CASCINA IL CUCCO Sabato 2 aprile nell'incontaminato paesaggio al confine tra Liguria e Piemonte, tra il Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo un evento da non perdere. Alla ricerca delle erbe del Prebuggiun per uno scambio di usanze e cibi semplici legati alla natura. Sara e Fabio accolgono Lella Canepa per chiacchierare sulle erbe selvatiche commestibili più comuni usate nella tradizione ligure e piemontese. Una passeggiata di riconoscimento, ad ogni partecipante sarà consegnato il taccuino dove prendere le proprie annotazioni e conservare una foglia di ogni pianta così da portare a casa un erbario personale. Disponibili anche i sette manuali cartacei. Rientrando una dimostrazione di preparazione casalinga della Prescinseua con il buonissimo latte delle cascine vicine. Al termine aperitivo agricolo a base di formaggi, salumi e vino locali Per informazioni e per l'indispensabile prenotazione occorre telefonare a 327 854 8388 https://www.facebook.com/events/648227979565864?ref=newsfeed EVENTO-CORSO ANCORA DA DEFINIRE DURANTE LA SETTIMANA DAL 5 AL 10 MARZO PER LA REALIZZAZIONE DEI PALMIERI PER LA BENEDIZIONE DOMENICA 17 APRILE Giornata interamente dedicata alla XVIII Edizione della mostra mercato l'Erba Persa che si tiene a Santa Margherita Ligure nel parco di Villa Durazzo nei giorni16,17,18 Aprile. Erbando sarà presente solo domenica 17 dalle 10,30 del mattino con le erbe del Prebuggiun e nel pomeriggio alle 15 con una chiacchierata per approfondire ogni erba nei suoi particolari, con slide show, foto e le erbe dal vero. Dal 23 aprile al 8 maggio EUROFLORA 2022 Ancora da definire, ma certa la presenza delle erbe del Prebuggiun a Euroflora 2022, e una piccola parte dell'allestimento e del racconto su questo piatto ligure sarà a cura dell'Associazione Erbando. I particolari dell'evento saranno pubblicati più avanti. https://euroflora.genova.it/ SABATO 14 E DOMENICA 15 MAGGIO Torna Chiavari in Fiore, bellissima manifestazione nel centro di Chiavari ed Erbando ci sarà Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti. Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>

  • PASSEGGIANDO RICONOSCENDO ERBANDO

    Ci riproviamo? Una passeggiata di riconoscimento in località Fiume, Castiglione Chiavarese, nei terreni messi a disposizione dalle amiche dei B&B Fiume e Tre Ponti. Venerdì 12 Marzo, pomeriggio, inizio tra le 14,30 e le 15, tutto all'aperto, dedicato in primis alle piante commestibili, ma anche a tutto quello che si incontra sul nostro cammino. Opportunamente distanziati, tutti con mascherina, per ogni piantina avvistata una breve spiegazione delle caratteristiche per riconoscerla e per gli usi possibili. Ognuno dei partecipanti potrà a piacere annotare quello che vuole, (nome caratteristiche ecc.) sul bellissimissimo taccuino dell'Associazione insieme ad una fogliolina che costituirà poi un piccolo erbario da portarsi a casa. Taccuino e penna (forniti da noi) e passeggiata con un contributo di 15 euro a persona all'Associazione. Al termine chi vuole potrà avere i manuali dell'Associazione con il contributo di 1 euro cadauno. Il numero di persone, sarà per evidenti motivi contenuto, quindi prenotarsi per tempo al 3486930662. Per problemi di linea (siamo tra i monti) nel caso chiamare tramite wsapp Per il momento questo è quello che possiamo. Proseguiremo passo passo con i futuri Dpcm sperando di riuscire a organizzare qualcosa anche di sabato e domenica. Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti. Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>

  • È TEMPO DI AMENTI

    Di scorcio nel pendio della collina pallida sul lago non fronde non verdezza. Solo i nocciuoli tra i fusticelli diramati all'aria hanno allungato i ciondoli giallini e ingemmato il rossore degli stimmi. Forse così d'incerta pubescenza trasparve nella prima età la primavera ermafrodita. Più in là, dimenticato al margine dell'acqua, è un rimasuglio delle nevi... A. Richelmy - Febbraio - È tempo di amenti e occorre parlarne. Appunto, ma esattamente cosa sono questi "amenti"? Passeggiando in campagna, tra fine gennaio e febbraio, il primo debole segnale della primavera in arrivo sono i fiori penduli del nocciolo, mentre lungo i corsi d'acqua i salici iniziano a mostrare i loro "gattini". Ebbene questi sono amenti, nome di alcuni fiori di specie botaniche. I primi fiori, anche se pochi sanno che sono fiori. Quelli penduli, spesso se non sempre, sono maschili, come quelli del nocciolo, mentre le infiorescenze femminili di quest'ultimo sono piccole e poco evidenti se non ad un occhio attento. Piano piano più avanti nei mesi si vedranno quelli di betulle, ontani, querce, castagni e pioppi. Sono fiori che si servono del vento (anemofili) che trasporta il polline anche a km di distanza ad un altro albero simile, visto che di solito non possono impollinare lo stesso albero. -amenti di nocciolo- Pur non servendosi di insetti impollinatori, il pensiero va ugualmente alle api che trovano negli amenti di nocciolo il primo cibo utile dopo l'inverno per riprendere l'attività, nutrire la regina dell'alveare che ricomincerà a covare. Le api andranno in seguito a raccogliere il nettare di tutti i fiori primaverili, prodotto da questi proprio per attirare le api e favorire l'impollinazione, con il quale produrranno il miele, fonte di zuccheri nella loro nutrizione, ma adesso servono le proteine e se pur il polline degli amenti di nocciolo non ne è ricchissimo, la grande quantità di fiori prodotti dagli alberi è di primaria importanza per la loro sopravvivenza. - amenti di ontano - Al di là della curiosità botanica di scoprire che sono fiori, anche l'uomo se ne è servito nella sua alimentazione. In questa corsa a scoprire quello che c'è di edibile in natura, e basterebbe capire che se siamo qui dopo più di 200.000 anni e perché è quasi tutto commestibile, si riscoprono ricette e usi abbandonati ed è tutto un fiorire di frittelle e bevande a base di amenti. Personalmente, pur sapendo che ci si poteva nutrire di questi particolari fiori della betulla, dell'ontano, del pioppo, del nocciolo e del castagno, della quercia, anche se più la pianta è ricca di tannini più sono amari, non mi è mai venuto voglia di provare a metterli in una zuppa o di pastellarli e friggerli. So che alcuni fanno una bevanda frizzante tipo birra, o li usano in altri processi di fermentazione. Non sono contraria alle prove in generale, e sono contenta di avere questo tipo di conoscenza, fosse mai un giorno mi servisse, ma non ne sento la necessità. In rete si possono trovare ricette di tutti i tipi. - amenti di Castagno - Occorre ricordare che hanno diverse proprietà medicinali. Basta pensare al salice che contiene salicina e pochi amenti possono raggiungere il potere medicinale di una aspirina, e non è possibile in maniera casalinga misurare la quantità di principio attivo. Qui in valle era usato il decotto di amenti secchi e foglie di castagno per curare bronchiti e influenze con febbre alta, tosse e dolori vari. Anche quelli di nocciolo sono usati per lo stesso scopo, consigliati dalla Antica Farmacia Sant'Anna di Genova >>> cliccando si legge la ricetta. Inoltre per la l'ovvia massiccia presenza di polline, sono tra i responsabili delle maggiori allergie, quindi attenzione agli usi ... - amenti di Pioppo tremulo - Conosciamo tutti la leggenda dei "gattini" di salice, la gatta disperata perché avevano gettato i suoi piccoli nel fiume così regalò la morbidezza delle sue zampine al salice pietoso che si chinò a salvarli... qualche ramo non poteva mancare in casa nei vasi di fiori secchi, quando le stanze si adornavano di cose semplici e naturali ed era tutta una corsa a cercare di raccoglierli prima che si aprissero ... ma non s’adira il giovinetto alloro, il leccio, il pioppo tremulo ed il lento salice: a prova corrono con loro; cantano al vento. G.Pascoli - Pino in fiore - Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti. Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>

  • NOCI, MANDORLE E NOCCIOLE

    – Oh fra Galdino! – dissero le due donne. – Il Signore sia con voi, – disse il frate. – Vengo alla cerca delle noci. – Va' a prender le noci per i padri, – disse Agnese. Promessi Sposi Tra le raccolte di inizio autunno possibili nella mia campagna qui attorno, rivestivano un ruolo importante le noci e le nocciole, le mandorle no, l'unico mandorlo del paese riusciva a fiorire ma non ad arrivare a frutto. In riviera invece conosco qualche mandorlo che produce frutti, anche se non si può certamente dire che la Liguria è famosa per le sue mandorle, di queste ho il piacevole ricordo della Puglia e della Sicilia. Le noci, velocemente raccolte dopo una delle prime tempeste autunnali che con il vento le faceva cadere, rappresentavano per i contadini uno dei raccolti più vantaggiosi in termini di guadagno. Tanto che, per quanto mi riguarda, mi è stato insegnato a non raccogliere mai le noci di altri, proprio per questo motivo, così come andare di corsa a raccogliere le mie dopo una notte di pioggia e vento perché era facilissimo che me le rubassero. Noci raccolte così, dopo la prima notte di pioggia e vento di fine estate, non sono ancora completamente secche, il gheriglio è ancora tenero e bianchissimo, vanno lasciate al sole ad asciugare e la sera ritirate e messe accanto al fuoco. Per tanto povero che fosse un contadino poteva almeno contare sulla parca cena di "pane e noci" definito a seconda del contesto "pane e noci mangiar da sposi, noci e pane mangiare da cane" in quanto avere almeno pane e noci era già una fortuna ma essere costretti a mangiare sempre e solo quello sinonimo di povertà. La noce ha proprietà importanti per l'organismo, per esempio la quantità di omega3, la vitamina E, minerali vari, e quindi è buona norma mangiarne due o tre ogni mattina, senza esagerare per l'alto contenuto calorico. L'importanza di avere qualche noce è ricordata anche nei Promessi Sposi, con la questua di Fra Galdino. Per la teoria delle "segnature" cioè quella dottrina che afferma la somiglianza fra pianta e parte del corpo da curare, la noce da sempre interpreta perfettamente il cervello e studi recenti confermerebbero la sua importanza nella salute cardiovascolare e cognitiva e addirittura una correlazione fra mangiare noce e cura della depressione femminile. L'albero stesso, il Noce, Juglans regia , è albero magico, da sempre associato alle streghe per i sabba che si diceva si tenessero appunto sotto gli alberi di noce. Così come era associata all'albero una malefica influenza se messo vicino ad una stalla o se ci si fermava a dormire sotto perché pare che sia lì che dorme il diavolo. In realtà le sue radici secernono una sostanza, la juglandina, tossica per le altre piante così da non poterci coltivare nulla sotto. Ricchissimo quindi di proprietà anche l'olio di noce, per uso alimentare e cosmetico, difficile da trovare se non in piccole realtà artigianali, mercati bio e simili, sempre cercando non solo un prodotto nazionale ma ottenuto con noci italiane. Nella cucina usate per torte dolci e piatti salati, pane alle noci, per accompagnare un piatto di formaggi, ma in Liguria la fa da padrona la Salsa di Noci (qui>>) usata per condire i Pansoti (qui>>). Conosciutissimo il Nocino da fare per San Giovanni, ricetta qui >>> Di recente ho scoperto l'uso antico di una tisana fatta con le foglie di noce, il te che non avevano una volta e usato per digerire e ricostituente, con una certa cautela perché potrebbe non essere tollerato. Foglie, mallo e radici fanno parte delle piante tintorie con una gamma di colori che va dal giallo al verde e al nero a secondo della parte usata e della modalità usata per tingere. L'infuso denso di mallo di e foglie di noce tritato è da sempre usato per nascondere i primi capelli grigi su una capigliatura scura. Il legno di noce è pregiato per la falegnameria, specie quello nazionale, avere un mobile di noce una volta era da gran signori, oggi al più si può trovare qualcosa con il Noce americano o Noce nero, Juglans nigra. Le noci di quest' ultimo, pur essendo commestibili, risultano quasi impossibili da mangiare per via della durezza del guscio, la piccola dimensione del gheriglio e il sapore sgradevole, forniscono un olio usato per la fabbricazione di vernici e saponi. Si trova ormai facilmente anche in Italia, usato per lo più per alberare parchi e strade. Si distingue sia dalle foglie che dalla drupa e anche dalla corteccia. Ho capito che al mondo non sarei potuto andare d’accordo con tutti, la volta che ho incontrato delle persone a cui non piaceva la Nutella. AlbertHofman72 Il nocciolo, un altro albero una volta importante per l'economia dei territori di collina. Nella mia zona erano famose le nocciole della vicina Val Fontanabuona che coprivano gli impervi saliscendi delle colline della valle, una agricoltura fatta di tanta fatica tutta a mano e abbandonata mano a mano che le campagne si spopolavano. Oggi si sta tentando un recupero, soprattutto della sapienza nel saper coltivare ogni varietà nel posto che più le è consone per la crescita, saperi antichi tramandati oralmente che rischiano di scomparire. Per fortuna la creazione del marchio Nocciole Misto Chiavari, nel quale molto ha creduto l'Azienda Parodi Nutra di Campomorone, permette la produzione di un mercato di nicchia di prodotti legati al territorio, crema spalmabile, olio di nocciole e altro, ma attenzione, li troverete solo quando c'è una produzione di nocciole. L'albero a fine inverno si ricopre di lunghe code dorate, i fiori maschili, mentre quelli femminili sono piccoli e rossi. Ricco di proprietà insospettabili. Le foglie raccolte a fine estate, corteccia di rami giovani e fiori sono essiccati per essere usati in decotto per uso interno, per la loro azione vasocostrittrice, sempre con le dovute precauzioni, ma anche per uso esterno come cataplasma per cicatrizzare, sfiammare ulcere e piaghe. Il nocciolo, Corylus avellana, considerato pure questo considerato albero magico, di nocciolo tante bacchette magiche e quelle del rabdomante, ricordo un prozio che cercava l'acqua in un terreno, con un ramo biforcuto di nocciolo tenuto con le due mani, il palmo rivolto in alto, avanzando con l'estremità sollevata, nella speranza che questo cominciasse a fremere e a spostarsi verso il basso sentendo l'acqua, fra le risate di noi bambini, miscredenti che stavamo a guardarlo di nascosto, convinti come eravamo che fosse solo un gioco, altro che Harry Potter adesso, io le ho le magie le ho vissute dal vero. I semi, le nocciole, varietà infinite, che si differenziano nella forma, le più conosciute qui quelle del Basso Piemonte come la Tonda gentile piemontese. La migliore per me una varietà che il bisnonno di casa riuscì portare da non si sa dove una pianta che ancora fruttifica dopo più di 60 anni, grossa, rotonda, buona che ho sempre pensato forse essere la Tonda gentile ma non ho conferme, nella foto sopra. La Nocciola al pari della noce ha proprietà insospettabili. La nocciola, impossibile descrivere in poche righe tutti i suoi usi in cucina, dalla conosciutissima crema spalmabile inventata da Pietro Ferrero, solo per sopperire alla carenza di cacao, divenuto troppo caro a causa delle restrizioni dovute alla guerra, sostituì parte di questo con le nocciole e la mise in commercio con il nome di Supercrema, cambiato nel 1963 in Nutella da nut, nocciola e pensata così per un mercato internazionale. Anche con le nocciole dolci di ogni tipo, salse, ottima la Salsa di nocciole (qui >>>) per condire una pasta fresca. Se raccolte in campagna è possibile tostarle qualche minuto in forno a 200° per togliere meglio la pellicina. Personalmente ho imparato qui a tostarle anche con il guscio, perché magari raccolte nelle prime giornate umide di autunno, nella stufa a legna ad un calore che non superi i 100°-150° controllando dopo un quarto d'ora che non brucino aprendone qualcuna e provando se viene via la pellicina. Un suggerimento nella raccolta: mi capita di vedere cestini di nocciole raccolte con la così detta "veste", le brattee che le ricoprono. Ebbene i frutti che conservano queste brattee alla caduta, dentro sono vuoti, è meglio raccogliere quelle che a maturazione avvenuta se ne liberano facilmente rimanendo belle pulite. Siamo stati tutti tentati di fare la crema di nocciole in casa. Esistono decine di ricette. Per mia scelta, quando la faccio, raramente, (appartengo alla minoranza umana alla quale non piace, mai comperato un barattolo in vita mia) proprio per farmela piacere metto solo cioccolato fondente, zucchero semolato e burro. A questo punto non la faccio perché altrimenti la mangio tutta subito. Una ricetta possibile è 80 gr di nocciole tostate 100 gr di zucchero 100 gr di cioccolato fondente 100 ml di latte 60 di olio di riso Nocciole e zucchero nel mixer fino a polverizzare finemente, poi con l'olio, il cioccolato spezzettato e il latte sul fuoco fare una crema alla quale aggiungere la polvere di nocciole e zucchero. Cuocere a fuoco dolce o a bagno maria per 5 o 6 minuti rimestando. In un vasetto chiuso in frigo si conserva per almeno un mese, si fa per dire ... È possibile sostituire l'olio di riso con burro o altro olio di semi, non mettere il latte e il burro e aumentare la quantità di olio, lo zucchero bianco con zucchero di canna, il cioccolato fondente con il cioccolato al latte e poco cacao. Variare la quantità di nocciole in favore di più cioccolato, dipende da cosa si vuole più sentire. Certamente il risultato, pur se buono non avrà il gusto della crema originale che contiene olio di palma che è inodore, insapore, incolore. Il dolore è come una mandorla amara, che si getta sul ciglio della strada. Ripassando dieci anni dopo per quella stessa strada, vi troverete un mandorlo in fiore. cit.dal web Sulle mandorle personalmente non ho esperienze dirette di raccolta o coltivazione, anche se in casa non mancano mai, è una mia abitudine sgranocchiarne non più di tre o quattro la mattina per "tirarmi su", una pratica che ho scoperto poi essere caldamente raccomandata per le importanti proprietà che condivide con noci e nocciole, antiossidanti e minerali. Pare aiutino anche il controllo del colesterolo. L'importante è come sempre non esagerare, essendo alto il contenuto calorico. L'albero, Prunus dulcis, bellissimo in fiore, il primo a fiorire, centinaia di novelle, leggende che lo riguardano, una sagra per festeggiarlo ad Agrigento ai primi di marzo. La Sicilia terra di mandorle, famose quelle di Avola, come quelle di Puglia e proprio in Puglia ho imparato a mangiarle fresche, sbucciate, a bagno nell'acqua ghiacciata, come te le servono in spiaggia come snack al posto del cocco insieme alla Pampanella (qui>>>) e di conseguenza acquistarle dal fruttivendolo verdi da sgusciare. Anche per questo frutto impossibile riassumere le ricette dove usarle tra quelle dolci e quelle salate, la farina di mandorla va in una infinità di dolci, le mandorle in quelle salate, in molti pesti, salse fredde, sgranocchiate salate all'aperitivo e pralinate per dolce. Tra i vari pesti, e mandorle salate vi trascrivo invece la ricetta delle mandorle pralinate, delizioso comfort food, oltre che buone utili anche per un'idea regalo a Natale, facili e veloci. 100 gr. di mandorle con la pellicina 100gr. di zucchero semolato bianco 40gr. di acqua A piacere, per variare si può aggiungere un cucchiaino di cannella o di cacao. Mettere lo zucchero e l'acqua sul fuoco, aggiungete le mandorle e a fuoco moderato, sorvegliando la cottura e rimescolando, al bollore mescolare spesso fino a che l' acqua asciugherà e lo zucchero tornato solido si sarà attaccato alle mandorle. Togliere immediatamente e mettere raffreddare su un foglio di carta forno staccandole bene. Se il pentolino è antiaderente è meglio, a fine cottura tendono ad attaccare. Ci vuole molto di più comunque a descrivere tutta l'operazione che a farle, e il consiglio spassionato è di non farle perché una tira l'altra, quelle alla cannella poi ... E chi non conosce l'Olio di Mandorle e il suo uso cosmetico? emolliente, nutriente, elasticizzante. Aggiungo solo un chiarimento sull'uso delle mandorle amare, al quale avevo accennato in un altro post. Il mandorlo selvatico nasce amaro, pare sia stato "addomesticato" ancora prima della scoperta dell'innesto, non si sa nemmeno esattamente come. Non è solo una questione di gusto, l'amaro è dato dalla presenza dell' amigdalina, contenuta in tutti i semi delle Rosacee, che si trasforma in acido cianidrico (praticamente cianuro) e la mandorla è quella che ne contiene di più. Si distinguono dalle dolci per la forma leggermente più piatta e più piccola. Nelle mandorle dolce la presenza è praticamente nulla. Le mandorle amare sono usate nella fabbricazione degli amaretti, nella proporzione giusta per non recare danni, invece purtroppo vendute liberamente su internet senza controllo su somministrazione o quantità per un supposto beneficio nel curare il cancro, cosa che non sta a me dire se vera o falsa, magari fosse vera. Vero è che gli antichi solevano masticare qualche semino di mela ogni tanto perché si diceva " fa bene", ma un conto è un piccolo semino di mela, che contiene ugualmente amigdalina, un conto è la mandorla amara dove ho letto che sembra bastino meno di 10 semi per un avvelenamento mortale in un bambino e 50 per un adulto. Per fortuna il gusto fortemente amaro quasi sempre impedisce di mangiarne così tante. Le nonne, la mia in particolare, insegnavano, per la ricetta degli amaretti, di conservare il seme che si trova dentro al nocciolo dell'albicocca. Questa mandorla viene comunemente chiamata "armellina" e dato il contenuto di amigdalina pure in questa, nonna raccomandava di non superare comunque le tre- quattro nella dose per fare gli amaretti. Così pure quando faccio lo sciroppo di amarena schiaccio tre o quattro noccioli dentro, ma nella quantità di litri e litri di sciroppo. Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti. Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>

  • PASSEGGIANDO RICONOSCENDO ERBANDO 2023

    Eccoci! Ci siamo! Il tanto atteso programma degli eventi di Erbando della primavera 2023. Ho tergiversato fino ad ora perché è tutto in divenire e queste sono solo le prime date certe, ce ne saranno sicuramente altre, ma intanto... SABATO 4 MARZO ERBANDO AL FIUME Nelle storiche location che per prime hanno ospitato gli incontri di Erbando si ripete anche quest'anno la passeggiata di riconoscimento erbe del Prebuggiun nei terreni messi a disposizione dei B&B Fiume e B&B Tre Ponti. Un pomeriggio dedicato a tutto quello che si incontra, in primis, le erbe del Prebuggiun. Ognuno dei partecipanti potrà a piacere annotare quello che vuole, (nome caratteristiche ecc. di ogni erba) su un taccuino consegnato a inizio evento, ed una fogliolina raccolta che costituirà poi un piccolo erbario da portarsi a casa. Taccuino e penna (forniti da noi) e passeggiata con un contributo di 15 euro a persona all'Associazione. Al termine chi vuole potrà avere i manuali dell'Associazione con il contributo di 1 euro cadauno. I posti disponibili per questo evento sono solo 15, per questo motivo all'atto della prenotazione sarà fornito il codice IBAN dell'Associazione per un versamento anticipato di 10 euro della quota Prenotarsi al 348 693 0662 Per problemi di linea (siamo tra i monti) è preferibile chiamare tramite wsapp . In caso di maltempo l'evento sarà rimandato. 12 MARZO DOMENICA SELVATICA E RIPIENA A BARGONE Dopo il successo dell'anno scorso torna la Domenica Selvatica all'Hostaria Tranquillo a Bargone Al mattino nei campi, nei pressi del ristorante, una breve passeggiata per il riconoscimento delle erbe classiche del Prebuggiun con Lella Canepa. A ogni partecipante sarà dato un taccuino per formare un erbario personale da portare a casa con le proprie annotazioni o in alternativa i sette manuali cartacei. Alle 12,30 -13 Pranzo al Tranquillo con menù a base di erbe a km0 A grande richiesta, dopo aver assaggiato i pansoti di Monica, al pomeriggio, per chi vuole rimanere, un corso amatoriale introduttivo sulle paste ripiene, in particolare i pansoti. Sarà mostrato come pulire, cuocere le erbe, preparare un ripieno e come lavorare la pasta fino al prodotto finito in maniera casalinga così come facevano le nostre nonne. Ogni partecipante proverà a impastare e preparare una piccola quantità di pansoti . È possibile partecipare all'intera giornata o alla mattina con pranzo o al pomeriggio con pranzo Passeggiata del mattino più pranzo: € 35 Pranzo più corso del pomeriggio: €35 Passeggiata + pranzo + corso, l'intera giornata: € 60 Menù Antipasto Baciocca della Val di Vara Torta di erbe Pansoti fatti a mano con prebuggiun e ricotta conditi con burro e salvia Arrosto ripieno alle erbe con insalatina fiorita e patate al forno Tiramisù al profumo di limone Prenotarsi al 3421601908 DOMENICA 19 MARZO PROBABILE EVENTO IN LUNIGIANA ANCORA DA DEFINIRE DOMENICA 26 MARZO SIAM FRITTI!! MA ALLA GENOVESE Una domenica senza erbe ma per soddisfare la richiesta di chi non ha potuto imparare dalla nonna o dalla mamma a preparare il fritto alla genovese nelle ostie. A pranzo un menù a tutto fritto per introdurre l'argomento, al pomeriggio si passa all'azione e si preparano stecchi e crocchini nell'ostia sotto la scrupolosa guida di Lella, Monica e Alice. I partecipanti impareranno a comporre stecchi e crocchini avvolti nella sottilissima ostia classica del fritto della Liguria, la giusta impanatura di carne e verdura, la composizione del lattedolce fritto e del lattebrusco, fino a comporre una porzione da portare poi a casa. Menù ore 13 Gnocchi fritti Frittole di erbette Panissa fritta Polenta fritta con salse Fritto misto Frittelle di mele Costo degustazione più corso con Lella e Monica: € 60 Prenotarsi al 3421601908 DOMENICA 2 APRILE RISVEGLIO NATURALE A VALLETTI Appuntamento annuale imperdibile a Valletti all'Agriturismo Il Risveglio Naturale per il riconoscimento delle erbe selvatiche Al mattino durante la passeggiata nei campi intorno sarà possibile riconoscere le erbe trovate sul percorso e costruire un erbario da portarsi a casa Al ritorno a pranzo menù selvatico Al pomeriggio la chiacchierata proseguirà per consentire di perfezionare l'erbario e per i consigli sulla pulitura e i vari usi delle erbe. Pranzo: Aperitivo e antipasto a tema erbette Tortelli di Prebbugiun Arrosto Profumato alle erbe di Liguria con insalata selvatica Dolce È possibile arrivare al sabato e pernottare in Agriturismo. La giornata intera di domenica, riconoscimento erbe pranzo in Agriturismo 40€ a testa. Posti limitati Informazioni al Tel. : 01871854393 Cell.: 3493386861 Mob. : 392219596 SETTIMANA DAL 2 ALL'8 DI APRILE DEDICATA ALLA COMPOSIZIONE DEI TRADIZIONALI PALMIERI , ANCORA DA DEFINIRE NEI PARTICOLARI CHI VOLESSE IMPARARE A FARLI CHIAMI IL 3486930662 SABATO 22 APRILE A CASA DI ERBANDO Non può mancare l'annuale appuntamento a Casa di Erbando. Una passeggiata con Lella Canepa di riconoscimento erbe e fiori selvatici a 800 mt.s.l.m. diversi da quelle che si ritrovano in riviera e quando a questa altezza ci sono ancora. La composizione di un erbario da portarsi a casa con le nozioni acquisite durante il cammino e un campionario di foglie raccolte Taccuino e penna per l'erbario (forniti da noi) e passeggiata con un contributo di 15 euro a persona all'Associazione. Al termine chi vuole potrà avere i manuali dell'Associazione con il contributo di 1 euro cadauno. È necessario prenotarsi, meglio via wsapp, al 3486930662 All'atto della prenotazione sarà fornito l'Iban dell'Associazione dove versare un anticipo di 10 euro a conferma della prenotazione stessa Queste le prima date, ci saranno altre date e luoghi, ancora da definire nei particolari, l'evento primaverile alla Cascina Il Cucco fra il 25 aprile e il primo maggio, un evento dedicato ai fiori e alla composizione di sciroppi, oleoliti, o quant'altro, probabilmente a fine maggio, la tradizionale partecipazione a Chiavari in Fiore, le BancaLelle a Rapallo, restate connessi! Ricordo che gli eventi pubblici sono sempre postati sul mio profilo fb, sulla pagina dell'Associazione, su Instagram e sul blog con un ragionevole anticipo. Purtroppo non tutti riescono a prenotare o essere presenti quando decido io il giorno o il posto, quindi è possibile organizzare un evento dove si vuole DISPONGO DI UN CERTO NUMERO DI DATE INFRASETTIMANALI PER EVENTI PRIVATI PER GRUPPI DI ALMENO 10 PERSONE È NECESSARIO : UN TERRENO MESSO A DISPOSIZIONE DAL PROPRIETARIO UN POMERIGGIO O UNA MATTINATA circa DUE ORE, DUE ORE E MEZZA, massimo TRE UN MINIMO DI DIECI PERSONE DURANTE L'INCONTRO NON SI RACCOGLIE MA SI RICONOSCE A ogni partecipante verrà dato un taccuino dove fare le proprie annotazioni e compilare un erbario personale da portarsi a casa con le erbe che si incontrano o in alternativa i sette manuali cartacei È richiesto un contributo minimo a persona di 15 euro all'Associazione Erbando Trovate dieci amici o amiche e sarò felice di essere dei vostri e passare qualche ora insieme nella natura a parlare di erbe selvatiche commestibili. Mi potete contattare solo via Wsapp al 3486930662 per accordarci Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti. Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>

  • STRUDEL DI FARINA DI CASTAGNE DI ROSSANINA (QUASI)

    Questa ricetta un po' rubata, mi dà l'occasione di parlare di ROSSANINA DEL SANTO >>> la maga del "senza" senza glutine, senza nichel, senza uova, senza lattosio, ma non senza gusto. Appassionata di cibo inventa ricette su ricette buone e belle per far sorridere la tavola degli allergici, celiaci e intolleranti. Generosamente, pur essendo il suo lavoro, spesso le mette a disposizione gratis, sui vari canali social Fb, Instagram, You tube. Cuoca sopraffina, è referente per il mondo dei celiaci, fa corsi anche on line su panificazione e altro sempre "senza". Se non la conoscete e foste in un impasse per questioni di intolleranze e allergie correte a leggere, in fondo al post i link ai suoi profili. Basta un'occhiata ai suoi piatti per capire che sono soprattutto "senza" tristezza. Per quanto mi riguarda, pur non dovendo al momento fare attenzione a questo e a quello, il suo entusiasmo è talmente contagiante che non posso fare a meno di seguirla. Qualche giorno fa ha postato questo strudel di farina di castagne pensato per l'allergia al nichel, talmente intrigante che ho deciso di provare. Non ho seguito alla lettera la ricetta, anche io sono molto freeform, soprattutto perché non ne avevo bisogno e quindi ho fatto alcune modifiche, senza molta attenzione alle intolleranze, di cui spero non se ne avrà a male. Le differenze sono minime, ho usato il latte normale, non ho messo i 2 gr. di xantano (non ce l'avevo) che penso servano a tenere insieme meglio il composto e usato anche due pere invece che solo mele. Ho lasciato le stesse farine, mi piaceva molto l'idea della farina di riso quindi: 80 gr. di farina di castagne 50 gr. di farina di riso 50 gr. di fecola poi un uovo 50 gr. circa di latte (anche un po' meno) (anche senza lattosio) 30 gr. di zucchero per il ripieno: 2 mele renette 2 pere poco zucchero finissimo di canna un etto di burro (se si vuole senza lattosio) Ho impastato insieme le farine e lo zucchero con l'uovo, aggiungendo il latte poco alla volta fino ad ottenere un impasto morbido, con attenzione e poi lasciato riposare almeno mezz'ora. Ho tagliato a piccoli pezzi le mele e le pere mescolate con un cucchiaio di zucchero e metà del burro sciolto. Ho steso su carta forno infarinata con la farina di riso, con delicatezza e ho messo i pezzetti di mela e pera, ancora una spruzzata di zucchero, pinoli e qualche briciola di buccia di mandarini e arance bio che secco e macino io. Avvolto con l'aiuto della carta, la pasta è molto fragile, ho spennellato di burro fuso e cosparso di zucchero finissimo di canna. Cotto nel forno a 180° per una mezz'ora, aprendo ogni tanto e spennellando col rimanente burro fuso. Tagliato e servito con panna montata. Come si vede nella foto, cotto nella stufa a legna, è bastata un legna in più e la fiammata lo ha colorato troppo qui e là, ma questo non ha influito su chi lo ha gustato. Nella fretta di assaggiare ho dimenticato una foto dello strudel intero prima e dopo averlo infornato e adesso... non c'è già più 😂😜😂 La prossima volta lo farò solo di pere. Grazie Rossanina dell'idea. Fb : Rossanina Maga Merletta https://www.facebook.com/search/top/?q=Rossannina%20maga%20merletta Instagram: Rossanina free form https://www.instagram.com/rossaninamagamerletta_freefrom/ Sito: Rossanina free form https://www.rossaninafreefrom.it/?fbclid=IwAR2kVQoK26QXcHHe8OTG73A7rmuNC4TipOgCB4BFvAJBuEdzkCAA8rsvQxY You tube: RossaninaMagaMerletta https://www.youtube.com/@rossaninamagamerlettafreef5837 Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti. Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>

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