DELLA COLAZIONE DI PASQUA E DELL'UOVO DEL VENERDÌ
- lellacanepa
- 5 apr
- Tempo di lettura: 4 min

E con un ramo di mandorlo in fiore,
a le finestre batto e dico: «Aprite!
Cristo è risorto e germinan le vite
nuove e ritorna con l'april l'amore
Amatevi tra voi pei dolci e belli
sogni ch'oggi fioriscon sulla terra,
uomini della penna e della guerra,
uomini della vanga e dei martelli.
Aprite i cuori. In essi irrompa intera
di questo dì l'eterna giovinezza ».
lo passo e canto che la vita è bellezza.
Passa e canta con me la primavera.
Ada Negri
Ricordo zio Genin, organista in basilica dei Fieschi, per più di 50 anni, che aveva un vero e proprio culto per l’uovo del venerdì santo.
Secondo lui questo uovo non marcisce mai.
Adolescente ribelle io, mentre lui mi ripeteva ogni anno la stessa, e scettica lo ascoltavo, pensando che sette anni di prigionia in India qualche danno lo avevano pur fatto.
Parlava di farlo benedire, conservarlo, mangiarlo la mattina di Pasqua e così quel giorno in tavola c’erano sempre queste uova del venerdì santo portate a benedire, spesso colorate, che tutto sommato preferivo mangiarmele piuttosto che aspettare per verificare che non andassero a male.
Negli anni, anche se i ricordi son confusi e in casa non si è mai fatto veri e propri digiuni di quaresima, la colazione di Pasqua abbiamo sempre cercato di farla diversa, con quel qualcosa in più che desse significato alla giornata, e poi a messa con il vestito nuovo.
Ho scoperto poi che l’usanza è ancor ben presente nelle regioni centro-meridionali e che quella dell’uovo del venerdì santo la raccontano in tanti e arriva forse dalla Francia.
Pare lo tenessero da parte per darlo poi agli ammalati gravi.

Certo è che l’uovo è l’ emblema della nascita, e una volta si arrivava alla mattina di Pasqua dopo la quaresima che non prevedeva nulla di animale, e dopo il lungo digiuno del venerdì santo.
Adesso i digiuni si fanno per dimagrire, trovare un uovo con la certezza che sia stato deposto il venerdì santo nemmeno dal gioielliere, anche se tutti gli anni ci provo.
Con questo una bella colazione la mattina di Pasqua, soprattutto se l’aria fosse finalmente gentile e si potesse apparecchiare in giardino, sul terrazzo, perché no?
Anche a letto ma con le finestre aperte, chi ce lo impedisce?
Le uova sode colorate, come appunto si usava fare con quelle benedette del venerdì, i primi salumi finalmente stagionati dell’anno, qualche fetta di formaggio fresco, un pane cotto apposta che sia un po’ più brioche salata, due fiori e come diceva mia madre:
- Ora dobbiamo solo resuscitare.-

Per la simil brioche salata tutti gli anni leggo tante ricette, poi invento un po'.
L'anno scorso l'ho fatta tipo casatiello piena di salumi prosciutto e formaggio.
Quest'anno l'ho fatta tipo treccia arrotolata e con queste dosi:
500 g farina 300 manitoba+200 farina 00
4 g lievito di birra secco
200 ml latte tiepido
1 uovo
50 g burro morbido
25 g zucchero
10 g sale fino
100 g di speck a striscioline sottili
1 tuorlo + 2 cucchiai di latte
semi sesamo o di papavero come piacciono
Ho mescolato il latte al burro sciolto, ho aggiunto l'uovo, ho messo tutto nelle due farine e aggiunto lievito e sale. Impastato e dopo un'ora ho fatto due pieghe direttamente nella ciotola.
Lasciato lievitare tutta la notte. Se si vuole far prima basta raddoppiare il lievito.
Il mattino dopo ho allargato la pasta a rettangolo ho messo sopra dello speck a striscioline sottili ho arrotolato e poi tagliato in tre parti che ho inciso a fondo e intrecciato e poi chiuso a cerchio.
Lasciato lievitare altre due ore, spennellato in superficie con tuorlo d'uovo sbattuto con un po' di latte, cosparso di semi di sesamo.
Cotto in forno per 40 minuti a 200-180 gradi


Per le uova colorate quest'anno ho provato a fare quelle sode, sgusciate e immerse nel colorante, che può essere fatto con spinaci, curcuma, barbabietola o anche coloranti alimentari.
Dopo averle rassodate l'ho sgusciate e lasciate coperte dal colore, una per ogni bicchiere, un colore diverso.
Ho aggiunto un cucchiaio di aceto in ogni acqua colorata.
Pensavo assorbissero più colore, ma così per provare una cosa diversa.
Tutto sommato preferisco colorarle con il guscio.
Questa che mi era piaciuta tanto è semplicemente rassodata nel vino rosso con l'aggiunta di zucchero di canna che crea un brillio in superficie, che in foto non si vede ma è molto bello.
Tanto mi piacciono invece le uova traforate ma mi devo ancora specializzare un po' e soprattutto trovare il tempo per farle.


Quest'anno mi sono fatta questi biscottini forma di colombina che mi saranno capitate davanti in mille ricette più o meno uguali, io le ho fatte così, il più leggere possibili.
125 g Yogurt greco
250 g Farina Spadoni autolievitante
25 g Mandorle non pelate macinate fini
130g Zucchero
50 g Burro sciolto
1 uovo
scorza grattugiata di limone e aroma di mandorla
Zucchero a velo
Mescolato yogurt e burro sciolto, aggiungo lo zucchero, le mandorle ridotte farina, la farina, la buccia di limone, l'uovo. Mescolo bene e ottengo un impasto molle e appiccicoso che metto in frigorifero un'oretta. Riprendo l'impasto che sarà meno appiccicoso e formo i biscotti a colombina.
Ci sono decine di video sul web e altrettanto ricette diverse.
In forno a 180° per mezz'ora
Buona Pasqua a tutti, vado che ho fame.
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Lella
Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.
Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.
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