Il Blog di Lella Canepa

LE VIOLETTE, tu le mangi?



E le violette tu le mangi? Perché si mangiano, eccome se si mangiano!

Nel misto del Prebuggiun (qui>>>) sono la nota dolce e profumata e non solo i fiori ma tutta la piantina, pulita bene e messa a bollire insieme alle altre varietà di erbe.



Ma anche in insalata, soprattutto le corolle fiorite insieme a Pratoline(qui>>>),primule e pure in un risotto primavera fatto con pisellini e zafferano, dove si possono mettere sia a cuocere che fresche poi per decorare (qui>>>)



Non penso di dovermi soffermare più di tanto sul riconoscimento.

Se non fosse per le foglie cuoriformi, sicuramente l'intenso profumo non può creare dubbi.

Ne esistono diverse qualità, mammola, bianca, tricolore, la viola del pensiero, quella da giardino che però si deve essere sicuri che non sia stata concimata con concimi chimici, tutte possono essere mangiate.

Tutti gli anni mi diletto a fare una specie di violette candite da servire agli ospiti insieme a una tazzina di caffè o per decorare una torta mimosa.

Mi armo di pazienza e raccolte le viole di prima mattina le tuffo in una ciotola piena d'acqua fredda per qualche attimo per lavarle e togliere eventuali terra, polvere, ecc.

Le metto ad asciugare su un foglio di carta da cucina, una volta asciutte le sistemo in un setaccio.


Nel frattempo preparo lo zucchero che non deve essere a velo, appena appena passato in un colino per avere solo i granelli più fini. Se voglio accentuare il colore delle viole lo mescolo a un po' di colorante alimentare viola.

Con un poco di albume leggermente sbattuto e un pennellino, che tengo solo per questo uso, spennello leggermente i petali,